Stesso posto, stessa sorte? Il PalaCattani, casa dell'Andrea Costa Imola, è un luogo 'maledetto' per i playmaker brasiliani, che su questo campo hanno lasciato risultato e buona parte della fiducia dei propri club. Lo scorso anno, nella partita-chiave per Roseto, Fulvio Chiantia lasciò il campo dopo pochi minuti a causa di un terribile colpo su volto, e vide la sua squadra incamminarsi verso una polemica retrocessione, incapace di fermare la tranche di Joseph Bunn e incredula sul canestro da centrocampo di Pugi che cambiò il corso dell'incontro.
Per Paulinho Boracini e la sua Jesi, la malasorte veste i panni di un doppio tempo supplementare, arrivato dopo aver sprecato dieci punti di vantaggio alla fine del terzo periodo e altri tre punti nell'ultimo minuto del primo supplementare. L'ennesima pagina nera della Fileni (giunta alla seconda sconfitta in fila) si materializza sul 95-93, dopo un secondo overtime ai limiti dell'inguardabile, in cui sul referto sono scritti solo quattro tiri liberi di Prato e un inutile canestro di Adams a situazione ormai compromessa. Sarebbe più indicato consultare lo scout completo o il 'play-by-play', ma i film horror li lasciamo a chi a uno stomaco più forte.
Questa sconfitta fornisce, purtroppo, altri spunti di critica nei confronti di Paulinho Boracini che, in qualità di playmaker titolare, è da tempo bersaglio di commenti sfavorevoli e pesanti responsabilità da chi, anche nell'ambiente casalingo, non abbina le qualità tecniche del ragazzo mogiano con l'economia del gioco jesino.
Tra i suggerimenti letti in settimana (anche su Basketnet.it) e adottati dallo staff tecnico, c'era il declassamento magari anche sperimentale a riserva con la speranza che la maggiore robustezza di Giuri e la possibilità di entrare con minore pressione potessero migliorare il prendimento del brasiliano.
Si potrebbero anche cercare riscontri positivi in questa scelta, come ad esempio il costante e proficuo cercare i lunghi jesini (Waleskowski, Boykin e Basei, tutti sopra quota 16), ma davanti alla sconfitta e alle occasioni sprecate, certe piccolezze non contano più.
Esce alto il grido d'allarme per l'incapacità difensiva di fermare Patricio Prato, che segna 26 pesantissimi punti al suo esordio stagionale con 14/14 ai liberi e 7 recuperi, o per le due triple impossibili che hanno consentito a Vaden di chiudere una rimonta da 12 punti nei secondi finali del tempo regolamentare, o le folate di un campione vero come Whiting nella prima appendice.
Non contano nemmeno gli otto punti messi a segno da Paulinho perchè molti sono arrivati nel momento più propizio per gli ospiti, e perchè la tendenza è quella di soppesare gli errori (1/6 da due, 2/6 da tre) e le due palle perse contro i tre assist.
Se la filosofia finora adottata dalla dirigenza della Fileni continuerà ad applicare serenità e fiducia nelle scelte originarie, la stagione di Paulo potrebbe proseguire, altrimenti, forse a partire già dalla prossima difficile trasferta a Veroli, molte situazioni potrebbero cambiare.
* Aget Imola x Fileni Jesi 95-93 2 OT *
- Imola: Fazzi 2. Whiting 24, Vaden 18, Bruttini 2, Ezugwu 10, Prato 26, Amoni 3, Masoni 10, Casagrande, Pasini ne, Riga ne, Scagliarini ne; coach Lasi
- Jesi: Giuri 5, Adams 18, Ndoja 13, Boykin 18, Waleskowski 15, Paulinho Boracini 8, Rossini, Raminelli, Basei 16, Santiangeli ne; coach Vanoncini
Parziali: 19-23, 40-46, 61-71, 82-82, 91-91, 95-93